La tradizione vedica di Vyāsa
I Veda (वेद, Veda) La raccolta dei Veda consiste nelle quattro Samithaa (संहिता): Rgveda (ऋग्वेद), Saamaveda (सामवेद), Yajurveda (यजुर्वेद) e Atharvaveda (अथर्ववेद), composte tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.;
Va tenuto presente che questa suddivisione è quella universalmente considerata dagli studiosi di questa letteratura.
La tradizione vedica vuole che, prima dell'apparizione del saggio Vyāsa, le persone comuni potessero ricordare i Veda a memoria, anche ascoltandoli una sola volta, riuscendo a capirne anche tutte le implicazioni. Ma nell'epoca del Kali Yuga, nella quale la durata della vita e la memoria si sono notevolmente ridotte, gli individui sono spiritualmente meno acuti; per questa ragione Vyāsa discese nel mondo, e per servizio all'umanità, mise i Veda in forma scritta e li divise in quattro parti, compose tutti i 18 Purana (specialmente il Bhagavata Purana); egli è inoltre ritenuto l'autore del Vedaanta Sutra, un importante testo Vedico che concilia versi delle Upanisad in apparente contraddizione tra loro. Poiché a Vyāsa è attribuita la meritevole impresa che permise all'uomo moderno di comprendere la divina conoscenza dei Veda, egli viene anche chiamato Veda Vyāsa, o "suddivisore dei Veda" (la parola vyāsa infatti può significare "dividere", "differenziare", o "descrivere").
Autore e personaggio del Mahābhārata
È anche l'autore nonché il narratore stesso del Mahaabhaarata, e si ritiene che abbia domandato a Gaṇeśa di scrivere il poema sotto la sua dettatura. Gaṇeśa impose la condizione che Vyāsa avrebbe dovuto recitare senza mai fermarsi, ed il saggio pose la condizione ulteriore che Gaṇeśa avrebbe dovuto comprendere ogni verso prima di trascriverlo. Questa storia dovrebbe spiegare la ragione del complicato sanskrito con cui è scritto il Mahābhārata.
Rig Veda